Se vi siete mai chiesti perché vi ricordate meglio le cose che avete lasciato in sospeso rispetto a quelle che avete portato a termine, la risposta è semplice: è l’effetto Zeigarnik. Si tratta di un fenomeno psicologico scoperto dalla psicologa lituana Bluma Zeigarnik negli anni ’20 del secolo scorso, che consiste nella tendenza a ricordare i compiti o le azioni incompiute o interrotte con maggior facilità di quelle completate.
L’effetto Zeigarnik si basa sul fatto che quando iniziamo un’attività, si crea una motivazione per portarla a termine che rimane insoddisfatta se l’attività viene interrotta. Questa motivazione genera una tensione psicologica che mantiene il compito nella memoria fino a quando non viene concluso. Al contrario, quando terminiamo un’attività, la tensione si scioglie e il compito perde rilevanza nella memoria.
L’effetto Zeigarnik ha diverse applicazioni pratiche nella vita quotidiana e nel lavoro. Ad esempio, può essere usato per aumentare la produttività, l’attenzione, evitare la procrastinazione ovvero l’atto di rinviare lo svolgimento di un determinato compito, stimolare la creatività e il problem solving. Vediamo come.
Per aumentare la produttività, possiamo sfruttare l’effetto Zeigarnik per creare una sensazione di incompiutezza che ci spinga a portare a termine i nostri obiettivi. Per fare questo, possiamo usare una lista, in cui scriviamo i compiti da fare e li spuntiamo man mano che li completiamo. In questo modo, avremo sempre sotto gli occhi ciò che ci resta da fare e sentiremo il bisogno di concluderlo.
Per evitare la procrastinazione, possiamo usare l’effetto Zeigarnik per iniziare un’attività che ci sembra difficile o noiosa. Spesso il problema non è tanto finire un compito, quanto iniziarlo. Se riusciamo a fare il primo passo, anche piccolo, attiveremo l’effetto Zeigarnik che ci aiuterà a continuare e a finire il compito.
Per attirare l’attenzione, possiamo usare l’effetto Zeigarnik per creare curiosità e interesse nel nostro pubblico. Questa tecnica è molto usata nella narrativa, nella pubblicità e nel marketing. Si tratta di creare dei cliffhanger, ovvero delle interruzioni deliberate della trama o del messaggio che lasciano il pubblico in sospeso e voglioso di sapere come va a finire. In questo modo, si stimola la memoria e si aumenta il coinvolgimento.
Per stimolare la creatività e il problem solving, possiamo usare l’effetto Zeigarnik per generare nuove idee e soluzioni. Quando abbiamo un problema da risolvere o un progetto da realizzare, possiamo interrompere deliberatamente il nostro lavoro e dedicarci ad altre attività. In questo modo, lasciamo che il nostro inconscio continui a lavorare sul problema o sul progetto, mentre la nostra mente conscia si rilassa e si distrae. Questo può favorire l’emergere di intuizioni e spunti creativi.
Come avete visto, l’effetto Zeigarnik è un fenomeno molto interessante e utile da conoscere e da sfruttare a nostro vantaggio. Vi invitiamo a provare le tecniche che vi abbiamo suggerito e a condividere con noi i vostri risultati.
